“L’incapacità della Nasa dietro il disastro Columbia”

LA TRAGEDIA dello shuttle Columbia, nella cui esplosione morirono i sette membri dell’equipaggio, è colpa della Nasa quanto del frammento di schiuma protettiva che ne colpì l’ala sinistra durante il decollo. E’ questa la conclusione del rapporto ufficiale della commissione di esperti che in questi mesi hanno faticosamente e puntigliosamente ricostruito gli eventi culminati nell’incidente del 1° febbraio, nel quale morirono sette astronauti.

Presentato questa mattina a Washington, il rapporto è di una durezza inattesa verso l’agenzia spaziale americana, a cui non risparmia critiche pesanti. Fin dalle prime pagine, i tredici membri della commissione istituiscono un solido legame tra l’incidente del Columbia di sette mesi fa e quello del Challenger nel 1986, dimostrando, passo dopo passo, che i difetti organizzativi, ancor prima che tecnici, da cui ebbe origine la prima tragedia, sono sostanzialmente gli stessi che hanno condotto alla seconda. Entrambi gli incidenti, scrivono, sono stati “failures of foresight”: a guastarsi sono state anzitutto le capacità di previsione.

La causa fisica dell’esplosione, spiega il rapporto, è stata la rottura del sistema di isolamento termico sul bordo dell’ala sinistra dello shuttle, provocata dall’impatto di una delle “piastrelle” di schiuma del serbatoio esterno, avvenuto 81.7 secondi dopo il decollo. Nella fase di rientro nell’atmosfera, questa rottura ha consentito all’aria surriscaldata di penetrare l’isolamento e sciogliere progressivamente la struttura di alluminio dell’ala, con un conseguente indebolimento della struttura fino a che le forze aerodinamiche non hanno causato perdita di controllo, rottura dell’ala e distruzione della navicella. “Il danno,” si legge nel rapporto, “si è verificato in un regime di volo nel quale, visto l’attuale design del velivolo, l’equipaggio non aveva alcuna possibilità di sopravvivere.”

“L’incapacità della Nasa dietro il disastro Columbia”ultima modifica: 2003-08-26T18:20:36+00:00da giornale_web
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