Totoleoni: tra Kitano e Ming-Liang irrompe il successo di Bellocchio

VENEZIA – Bellocchio costringe a rivedere i pronostici. Il consenso praticamente unanime che ha raccolto il suo film sul sequestro di Aldo Moro, Buongiorno, notte, sta facendo rifare un po’ di conti al “totoleoni” che scatta ogni anno all’approssimarsi della conclusione della rassegna cinematografica.

Fino a ieri, la rosa dei candidati favoriti al Leone d’Oro era praticamente stabile e vedeva attestati sulle prime posizioni tre film: Zatoichi, parodia samurai del giapponese Kitano, l’applauditissimo taiwanese Bu San (Goodbye Dragon Inn) di Ming-Liang Tsai, e la rivelazione del regista russo Andrej Zvjagintsev, Il ritorno. A qualche passo di distanza, ma dato dai bookmaker di Venezia come pieno di chance, Il Miracolo del salentino Edoardo Winspeare, che ha già guadagnato il premio “Città di Roma-Arcobaleno Latino”, presieduto da Gillo Pontecorvo, come miglior film.

Dato per spacciato l’annunciato “scandalo” di questa 60esima Mostra, Twentynine Palms del francese Bruno Dumont, fischiato e criticato un po’ da tutti, tranne che dal direttore Moritz de Hadeln, ieri sera è appunto arrivata la “sorpresa” Bellocchio che sembrerebbe rischiare davvero il Leone, data l’ovazione un po’ generale con cui è stato accolto dalla critica e dal pubblico (stasera la presentazione ufficiale in Sala Grande al Palazzo del Cinema).

Questi i candidati favoriti, ma naturalmente si fanno anche altri nomi e si attendono ancora altri film, compreso l’unico americano in concorso, 21 Grams di Alejandro Gonzàlez Inárritu che verrà presentato stasera in anteprima ai giornalisti. Secondo i critici qualche sorpresa potrebbe arrivare dal polacco Pornografia di Jan Kakub Kolski e dal maestro portoghese Manoel de Oliveira con Un film parlato, e così anche Margarethe Von Trotta, con il suo Rosenstrasse potrebbe portare a casa qualcosa.

Per le Coppe Volpi ai migliori protagonisti maschile e femminile, più incertezze. Sean Penn in 21 Grams parte come favorito, ma ben piazzato sembrerebbe essere anche Tim Robbins per Code 46 di Michael Winterbottom. Maya Sansa, la bella e intensa brigatista Chiara di Buongiorno, notte potrebbe soffiare la coppa a star come Emma Thomson nel deludente Imagining Argentina.

Questo per quanto riguarda il concorso principale, chiamato Venezia 60. La sezione “Controcorrente”, anche detto concorso-bis, quest’anno oltre che ai film assegna premi anche agli attori. Vi partecipano lungometraggi riconoscibili per “intenti di innovazione, originalità creativa, linguaggi cinematografici alternativi”, il meglio insomma del cinema “controcorrente” tanto che de Hadeln lo considera alla pari del concorso 60. Ad oggi, e probabilmente fino alla chiusura, vede solo due nomi candidati: il sorprendente L’amore tradotto (Lost in translation) di Sofia Coppola che potrebbe aggiudicarsi anche un premio per l’esilarante Bill Murray protagonista. E il film a quattro mani di Lars Von Trier e Joergen Leth, The five obstruction.

Pronostici che naturalmente sono tutti da verificare e per i quali le giurie della Mostra, quella per Venezia 60 presieduta da Mario Monicelli e quella per Controcorrente, diretta dalla francese Laure Adler, tengono il massimo riserbo.

Totoleoni: tra Kitano e Ming-Liang irrompe il successo di Bellocchioultima modifica: 2003-09-04T19:40:14+00:00da giornale_web
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