Blackout, due morti in Puglia, Sicilia ancora al buio

ROMA – In Puglia due donne di 72 e 81 anni sono morte cadendo dalle scale a causa del buio provocato dal blackout. Un’altra donna di 35 anni è deceduta in un incidente vicino a Treviso a un incrocio il cui semaforo era spento. Tre vittime da collegarsi direttamente al crollo dell’erogazione elettrica che ha paralizzato l’Italia per ore intere e che danno l’idea che oggi poteva finire molto peggio: con una tragedia di proporzioni nazionali. Da quando crolla la rete, intorno alle 3 del mattino, dal nord al sud la situazione è la stessa: buio pesto per le strade e nelle case.

Piomba nel buio Roma, dove è in corso la Notte bianca. Si spegne Venezia illuminata solo dalle grandi luci provenienti da Porto Marghera. Trieste rimane senza energia per poco più di un’ora. Torino, la prima città in cui salta la corrente e la prima dove viene ripristinata, piomba nel buio proprio mentre all’ospedale Le Molinette è in corso un trapianto di fegato. Intere zone di Napoli e della Sicilia sono ancora al buio. Ecco un quadro generale della giornata di oggi diviso per città e regioni.

NAPOLI. Sono ancora privi di energia diversi fabbricati tra Napoli e provincia ma l’interruzione, secondo l’Enel, è conseguenza della pioggia caduta questa mattina e non del black out.

TORINO. Sta bene il cinquantenne che questa notte, durante il blackout, ha subito il trapianto di fegato alle Molinette. L’uomo, affetto da un cirrosi post virale, era entrato in sala operatoria intorno alla mezzanotte. Intorno alle tre, a metà intervento l’interruzione di energia. Subito partono i gruppi elettrogeni e l’operazione può continuare.
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ROMA. Sono state oltre mille le chiamate di soccorso giunte al 118, il 30 per cento in più rispetto a una notte normale. Il 118 aveva predisposto uno specifico piano di emergenza per la Notte bianca e questo ha impedito il diffondersi del panico. Il blocco delle metropolitane ha costretto 12 mila persone ad attendere accampate nelle stazioni che facesse giorno. Due incendi sono scoppiati nella tarda mattinata subito dopo il ritorno della corrente elettrica in città. A piazza Dante, all’Esquilino, le fiamme sono divampate dal quadro elettrico di un palazzo di otto piani molto probabilmente a causa dell’improvviso afflusso di alta tensione. Un altro incendio, sempre per le stesse cause, a Cinecittà.

VALLE D’AOSTA. Il blackout non ha causato problemi. La Valle d’Aosta è proprietaria di tutte le centrali sul territorio e gestisce la distribuzione: quindi ha potuto sganciarsi dalla rete e attivare un circuito che ha consentito di far tornare l’energia.

TRENTINO. I problemi maggiori hanno riguardato le ferrovie. Il blackout ha ritardato di mezz’ora le operazioni di disinnesco di una bomba d’aereo della seconda guerra mondiale a Bolzano.

LOMBARDIA. Migliaia di chiamate, decine di persone bloccate negli ascensori e pazienti attaccati ai respiratori costretti ad essere trasferiti negli ospedali. In Lombardia la fase critica del blackout è durata poche ore, con l’appendice, a Milano, di un’ulteriore interruzione di energia programmata.

PIEMONTE. Sono stati limitati i disagi: i vigili del fuoco sono intervenuti ad Alessandria per soccorrere qualche persona rimasta chiusa in ascensore. I problemi maggiori nelle ferrovie: il ripristino delle linee è avvenuto soltanto dopo le 9 e per gli interregionali solo dalle 11.50.

VENETO. La situazione è tornata alla normalità tra le 6 a Treviso e Rovigo fino alla tarda mattinata nel vicentino e nel montebellunese. Nell’areroporto di Venezia qualche ritardo per congestione del traffico aereo. L’aspetto più spettacolare c’è stato a Marghera, dove la combustione dei materiali chimici, prevista dai protocolli di emergenza energetica, ha illuminato per ore il cielo di Venezia.

FRIULI VENEZIA-GIULIA. Il blackout è durato meno di un’ora. Trieste è stata una delle prime città italiane a riavere la luce che, progressivamente, è tornata in tutta alla regione.

LIGURIA. Gli effetti del blackout sono stati molto sentiti nel ponente ligure: i forni di un’industria di vetro della Valbormida hanno rischiato di esplodere. A Genova i quattro ospedali maggiori sono stati riforniti di carburante. Durante le prime ore del giorno un tubo dell’acquedotto Galliera è esploso. La situazione si è normalizzata alle 9,30.

EMILIA ROMAGNA. Solo a metà mattina la corrente elettrica è tornata in gran parte della regione. I disagi hanno colpito soprattutto i viaggiatori delle ferrovie. All’aeroporto Marconi di Bologna, i ritardi nelle partenze hanno oscillato tra 20 e 50 minuti. Problemi per l’ acqua a Piacenza.

TOSCANA. L’energia elettrica è stata riattivata in tutta la regione alle 11,30. A Lucca il sindaco ha emesso una ordinanza con la quale vieta l’uso potabile dell’acqua; a Firenze la situazione si è normalizzata nel primo pomeriggio. Apertura in ritardo nei musei di Firenze.

MARCHE. Il blackout è durato complessivamente quasi 14 ore. Molto meno nel Pesarese e ad Ancona, dove intorno a mezzogiorno la situazione si era in parte già normalizzata, ma fino alle 16 a Macerata, Ascoli Piceno e nell’entroterra sud della regione.

ABRUZZO E MOLISE. Molte abitazioni sono rimaste senz’acqua per il mancato funzionamento delle autoclavi: questo problema ha interessato anche ospedali, tra cui quelli di Chieti e Castel di Sangro, case di cura private e carceri. Preoccupazione, in Molise, per la condizione dei residenti nelle zone colpite dal terremoto.

CAMPANIA. La luce è tornata nella metà dei comuni dell’Irpinia.

CALABRIA. Reggio senza luce e senza acqua per 12 ore, problemi negli ospedali a corto di carburante per i generatori e dieci treni fermi nelle stazioni. La corrente è stata riattivata a Reggio Calabria e Vibo Valentia verso le 15. A Catanzaro, Cosenza e Crotone il servizio è stato ripristinato di mattina. Circa 400 tifosi della Juventus sono rimasti bloccati per diverse ore a bordo di un treno che li riportava da Reggio Calabria dove ieri hanno assistito alla partita della loro squadra. Il convoglio si è fermato nei pressi di Cancello Scalo, nel Casertano, prima di essere rimorchiato alla vicina stazione.

PUGLIA. Due donne anziane sono morte cadendo dalle scale, una a Fasano (Brindisi) l’altra a Martina Franca (Taranto). Treni bloccati e zone in cui c’è stata anche l’interruzione dell’ acqua. A Brindisi si sono bloccate le due centrali elettriche. I vigili del fuoco hanno dovuto rifornire di gasolio una donna che vive in un polmone d’acciaio: il generatore stava esaurendo il combustibile.

SICILIA. Ancora semiparalizzata dopo oltre 12 ore dall’interruzione dell’energia elettrica. Il ripristino procede a macchia di leopardo. A Palermo e Catania alle 16 la corrente è arrivata solo in alcuni rioni. A Messina buio totale.

Blackout, due morti in Puglia, Sicilia ancora al buioultima modifica: 2003-09-28T20:25:42+00:00da giornale_web
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