Sardegna e Capri isole felici, il blackout non le ha colpite

ROMA – Nei locali notturni di Capri, nelle taverne e nei bar sulla storica piazzetta, gli avventori hanno tirato tardi, fino a notte fonda. Le luci sono rimaste accese a illuminare quest’ultimo scorcio d’estate e la musica ha continuato a suonare. Chi è tornato in albergo è salito tranquillamente in ascensore. Mentre l’Italia era al buio, a Capri, la notte era illuminata. Come lo era in Sardegna, dove nemmeno una lampadina si è spenta.

La Sardegna non è infatti energeticamente dipendente dalla penisola ed è stata l’unica regione non colpita dal blackout. Qualche disagio si è avuto negli aeroporti, dove alcuni volo in partenza e in arrivo ha subito dei ritardi a causa dell’interruzione elettrica negli altri scali italiani.

Capri si è invece accorta del blackout che ha colpito l’Italia solo all’alba, quando la notizia ha iniziato a circolare per le stradine dell’isola. Da cent’anni infatti l’isola viene alimentata da una propria centrale elettrica, la Sippic di Marina Grande. Fu fatta costruire da un gruppo di imprenditori all’inizio del secolo scorso. Erano i rappresentanti dell’industria milanese De Angelis Frua, che approdarono nell’isola e crearono alcune società: la Sia (Società italiana Alberghi) per la realizzazione delle strutture alberghiere e la Sippic (Società Italiana Pubblica Privata Ischia Capri).

L’azienda, oltre alla centrale elettrica costruì anche i serbatoi, la rete di distribuzione per l’acquedotto pubblico e la Funicolare, che fu il primo mezzo di collegamento tra la Marina Grande, il porto e la Piazzetta.
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E questa notte, durante il grande blackout che ha colpito l’Italia, in una Piazzetta assonnata, erano in molti a sentirsi fortunati per questa autonomia che esclude l’isola e i suoi abitanti dai rischi di improvvisi stop.

Sardegna e Capri isole felici, il blackout non le ha colpiteultima modifica: 2003-09-28T20:26:53+00:00da giornale_web
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