Schumacher vince a Indianapolis, mondiale vicinissimo

PER UN soffio. Per un soffio il campione del mondo non si è laureato ancora campione del mondo. Il gioco di parole è inevitabile quando si parla di questo argomento con Schumacher che ormai di titoli ne ha quasi sei.

Quello di Indianapolis passerà alla storia comunque come il Gp dei colpi di scena: tutti i pronostici sono stati ribaltati, e i dominatori delle prove hanno svolto un ruolo da comparsa. E’ successo con le prove del venerdì, con quelle del sabato e poi con la gara. Probabilmente se domani si corresse un’altra gara, ci sarebbe un risultato ancora diverso.

Il punto è che quando le corse si complicano, quando la pioggia va e viene, quando i cambi di gomme diventano un inferno, quando tutte le strategie studiate a tavolino vanno a farsi benedire, c’è sempre Schumi davanti a tutti. L’unico che riesce ad approfittare con un’astuzia da vero campione di ogni situazione.

Così Michael è riuscito a beffare tutti, precedendo sul traguardo Raikkonen, Frentzen, Heidefeld e Trulli. Ma soprattutto Montoya che con il suo misero sesto posto rimane tagliato fuori dalla volata per il titolo mondiale (se dovessero terminare a pari punti alla fine del mondiale Schumi sarebbe in testa per la differenza di vittorie). Titolo che a questo punto rimane in ballottaggio solo con Raikkonen. Ma si dovrebbe trattare solo di una formalità: ora è facile prevedere per il ferrarista la conquista del suo sesto titolo mondiale. Michael infatti arriva a Suzuka con 92 punti, contro gli 83 di Raikkonen.

Il che significa che gli basterà un solo punto (lo si dà all’ottavo classificato) per entrare nella leggenda (Raikkonen anche vincendo in Giappone, potrebbe al massimo eguagliare i punti del tedesco, che però prevarrebbe per il maggior numero di successi complessivi, sei contro uno del finlandese).

Ma non c’è solo il vantaggio numerico a dare come super favorito Schumi: sulla pista giapponese la F2003GA si trova perfettamente a suo agio, così come le gomme Bridgestone che lì svolgono gran parte dei test privati. Inutile sottolineare che Suzuka è anche una delle favorite di Michael.

Ma torniamo alla gara di Indianapolis. Al capolavoro di Schumacher. Va detto che ancora una volta il ferrarista ha dovuto fare tutto da solo: possono sembrare cattive le sue battute su Barrichello (ricordate il famoso e odioso “Quando mai mi ha aiutato”), ma alla fine è la pura verità. Anche stavolta Rubens si è ritirato, buttato fuori proprio da Montoya. Che per la manovra è stato penalizzato dai commissari di gara e costretto a passare a velocità ridotta nella corsia dei box.

Ma per Schumi non si tratta solo di una “normale” vittoria perché per un bel pezzo di gara il ferrarista è stato anche campione del mondo virtuale (quando era al comando, Raikkonen era quarto e Montoya fuori gioco). E poi perché grazie alla sua vittoria la Ferrari è tornata in testa al mondiale costruttori, davanti a Williams e McLaren. Un regalo sicuramente molto gradito dal suo presidente Montezemolo.

Schumacher vince a Indianapolis, mondiale vicinissimoultima modifica: 2003-09-28T22:41:57+00:00da giornale_web
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