Scontri di Avellino: Napoli, sconfitta a tavolino

MILANO – Il giudice sportivo ha decretato il 3-0 a tavolino per la partita Avellino-Napoli dello scorso 20 settembre, che non è stata giocata a causa degli incidenti in cui ha perso la vita il giovane tifoso Sergio Ercolano. Esiste, secondo il giudice, responsabilità oggettiva del Napoli per gli scontri scoppiati allo stadio Partenio di Avellino prima del fischio d’inizio.

Al Napoli erano già state comminate, il 24 settembre scorso, cinque giornate di squalifica del campo, con l’obbligo a giocare a porte chiuse. Lo stesso giudice aveva commentato la decisione dicendo che una penalità simile non era “mai stata applicata per le gare del campionato nazionale professionisti, almeno in tempi recenti, anche in presenza di condotte violente che avevano portato a squalifiche del campo”. Era stato riconosciuto, però “lo straordinario livello di gravità” di quanto accaduto ad Avellino.

Gli incidenti erano iniziati prima della partita. Il bilancio era stato di numerosi feriti tra le forze dell’ordine e tra i tifosi. Ercolano era stato ricoverato in fin di vita dopo essere caduto dagli spalti: è morto dopo due giorni di agonia.

La polizia e la Digos stanno ancora svolgendo indagini sui fatti, attraverso l’esame dei filmati. Nei giorni scorsi è stato arrestato un tifoso del Napoli, in seguito scarcerato, e sono state emesse tre informazioni di garanzia nei confronti del funzionario comunale Michele Candela, responsabile del settore edilizia sportiva, del responsabile della gestione dello stadio, Raffaele De Falco, e dell’amministratore delegato dell’Unione sportiva Avellino, Aniello Carrino, per la morte di Sergio Ercolano. Il comune di Napoli si è costituito parte civile nell’inchiesta.

Scontri di Avellino: Napoli, sconfitta a tavolinoultima modifica: 2003-09-30T21:10:21+00:00da giornale_web
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