Tra Verona e Chievo possibile la fusione

VERONA – Fusione tra Verona e Chievo? Tra i gialloblù un po’ decaduti (quart’ultimi in B con 16 punti) del presidente Giambattista Pastorello e i gialli di Luca Campedeli che anche quest’anno Luigi Del Neri sta conducendo a un ottimo campionato di serie A immediatamente alle spalle delle grandi? A Verona se ne parla con insistenza e pare che i due presidenti (entrambi nelle scorse settimane avevano dato segnali di stanchezza e di voglia di lasciare) siano disposti a sedersi a un tavolo per cominciare a discuterne concretamente, a verificare vantaggi e svantaggi ed eventuali strategie per arrivare all’obiettivo.

L’Hellas Verona, infatti, si trova in un momento delicato, sia dal punto di vista societario, con Pastorello pronto a lasciare in ogni momento, sia dal punto di vista prettamente sportivo. La C è dietro l’angolo, e se la squadra di Salvioni non dovesse riuscire a rialzare la testa l’operazione potrebbe avere una spinta in più.

Anche il Chievo, per quello che riguarda la società, si pone delle domande. La ventilata partenza dell’uomo mercato Sartori, il possibile ingresso nel sodalizio di nuovi imprenditori hanno fatto pensare Campedelli. Per il Chievo sarebbe anche la possibilità di consolidare l’attuale posizione, con il vantaggio di un bacino d’utenza molto più ampio rispetto all’attuale. La nuova squadra, secondo le indiscrezioni, prenderebbe il nome di Hellas Verona con a capo lo stesso Campedelli. I giocatori sarebbero quelli attualmente al Chievo. I tempi? Non immediati, ma se il Verona retrocedesse in C si potrebbe già concretizzare alla fine di questa stagione. Una fusione che porterebbe il Verona a rinunciare al titolo sportivo, lasciando quindi un posto vacante in C1.

Per la storia, il Verona Hellas compie un secolo essendo stato fondato nel 1903. Gli anni migliori della società veneta sono stati quelli compresi tra il 1982 e il 1990, quando, sotto la guida di Osvaldo Bagnoli, i gialloblù conquistarono lo scudetto nel campionato 84/85 e una serie di ottimi piazzamenti. Poi, la retrocessione nell’89/90, qualche fugace riapparizione nella massima serie, ancora un nono posto nel 1999/2000 e la retrocessione al termine del campionato successivo. E, negli ultimi tempi, oltre alle proprie sofferenze, i tifosi veronesi hanno dovuto subire l’onta dell’ingresso del Chievo nel calcio importante e il dolore di vedere la squadretta di quartiere diventare grande e bella: un esempio da seguire.

Il Chievo (dal nome di un quartiere di Verona) è stato fondato nel 1929 con la denominazione di Opera Nazionale Dopolavoro Chievo. Per decenni, la società si è mantenuta a livello dei campionati regionali e interregionali. L’approdo alla C2 risale al 1985/86 quando il Verona, dunque, era ai suoi massimi splendori. Tre campionati in C2 e cinque in C1 sono stati sufficienti al Chievo per raggiungere la serie B nel 1993/94. Qui, la società di Campedelli è rimasta fino al 2000/2001 quando è arrivata l’insperata promozione in serie A. Di lì in poi gli aggettivi si sono sprecati. E’ nato il “miracolo” Chievo ormai studiato dovunque si giochi al pallone. La formula è semplice: pochi soldi, un gruppo di giovani talentuosi e di stranieri a basso costo, pronti ad applicare gli schemi di Luigi Del Neri, allenatore e mago riconosciuto. Dietro, un vivaio vastissimo e una società sanissima.

Ma i soldi sono rimasti gli stessi. Forse pochi per l’Europa e per l’appetito cresciuto dei tifosi. Forse troppi per uscire sempre dalle stesse tasche: quelle di Campedelli che se li guadagna con i Pandori. Dall’altra parte di Verona c’è la vecchia grande squadra decaduta. L’occasione, per logica, sembra buona e vantaggiosa per entrambe. Bisognerà vedere cosa ne penseranno i tifosi e la città.

Tra Verona e Chievo possibile la fusioneultima modifica: 2003-11-28T19:56:19+00:00da giornale_web
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