Profumo di ladro, la scia traditrice

LONDRA – Sarà il deodorante il miglior alleato del ladro o del terrorista del futuro. Per nascondere la sua identità non basteranno più guanti, calzamaglia o contraffazioni del volto, piuttosto dovrà riuscire a mascherare il suo odore. Gli scienziati britannici, insieme al governo Blair che è pronto a lanciare un piano da 3 miliardi di sterline per la sicurezza nazionale, stanno sviluppando delle apparecchiature in grado di percepire, memorizzare e riconoscere gli odori che ognuno di noi lascia dietro di sé. La fronte imperlata di sudore di uno scassinatore o di un terrorista pronto a entrare in azione diventerà il suo peggior nemico: attraverso l’odore prodotto dalla sua pelle potrà essere rintracciato e riconosciuto dagli agenti dotati di “odour detector”.

Le società di biometrica che si occupano del progetto – le stesse che hanno già sviluppato le tecnologie per l’analisi del Dna, della retina, della voce, delle misure del cranio – pensano che l’arma potrà avere anche scopi civili, come serratura di sicurezza per la messa in moto delle auto, per l’ingresso in settori riservati di edifici, o altro.

È risaputo ormai che ognuno di noi produce un odore unico, diverso da quello di tutti gli altri: questo avviene attraverso i batteri che vivono sulla nostra pelle e che provocano il diverso tasso d’acidità del sudore e dai feromoni, i segnali chimici che ogni animale emette per farsi riconoscere all’interno della specie o semplicemente del branco. È attraverso i feromoni che le madri riconoscono i loro piccoli ed è sempre attraverso i feromoni che si scatenerebbe il “colpo di fulmine” tra due persone, ovvero il legame chimico esclusivo che fa sì che due individui si preferiscano e si scelgano. Una traccia difficilmente cancellabile e di quasi impossibile contraffazione.

Gli odori corporei si disperdono infatti nell’aria, negli indumenti e nelle superfici venute a contatto con noi, impregnandoli e, secondo gli esperti che studiano le apparecchiature di rilevamento, rimangono a lungo rintracciabili. È questa una firma che non può essere contraffatta e contraddistingue ogni individuo, come già il Dna. “L’odour detector” sarà dunque un’arma in più per gli investigatori che dovranno risalire ai responsabili di un delitto e si verrà ad aggiungere al vasto arsenale elettronico già in dotazione delle forze di sicurezza occidentali. Le impronte olfattive già vengono utilizzate in Francia e in Olanda, dove un anno fa sono state decisive per l’individuazione di un assassino.

La biometrica è un ramo tecnologico in forte sviluppo, tanto più dopo gli attentati dell’11 settembre; da allora l’identificazione e la schedatura dei sospetti sta divenendo una priorità se non un’ossessione dei governi. Un documento di due mesi fa – rivelato dall'”Observer” – dimostra come il dipartimento Comunicazioni elettroniche e sicurezza di uno dei più segreti reparti degli agenti del controspionaggio britannico (il Gchq, centro ascolto comunicazioni) abbia stilato un elenco di procedure per l’analisi biometrica in modo da poter essere più efficace contro i “ladri d’identità”, un crimine le cui proporzioni si stanno allargando a dismisura per via del sempre maggior uso delle tecnologie.

L’Occidente è sempre più dipendente dai codici di sicurezza – Pin (Personal identification number) dei telefonini, password delle e-mail, codici delle carte di credito – ognuno di noi lascia tracce elettroniche che altri possono utilizzare a nostra insaputa. Le forze di sicurezza rispondo a questa minaccia innalzando il livello tecnologico con nuovi strumenti che permettono l’identificazione senza possibilità d’errore: al momento nulla sembra poter ingannare i nasi elettronici che vengono studiati nei laboratori britannici o americani.

Profumo di ladro, la scia traditriceultima modifica: 2003-12-31T11:06:32+00:00da giornale_web
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento