Un cane risolve un omicidio tracce sul suo pelo della vittima

LONDRA – Adesso il mastino Sasha è tornato a casa. E grazie a lui i presunti assassini di un giovane di 37 anni sono stati arrestati. Grazie al Dna del cane la polizia ha potuto risolvere un caso di omicidio, quello del trentasettenne Brian Keating.

Tracce del pelo di Sasha, infatti, erano state trovate sul corpo della vittima, e, grazie all’aiuto di alcuni scienziati americani, gli agenti sono riusciti a provare che si trattava di Sasha, che, dopo la sua fuga da casa, era stato adottato da uno degli assassini.

E così i quattro colpevoli dell’omicidio di Keating sono stati incriminati dal tribunale di Leeds, nel Nord dell’Inghilterra, e Sasha ha potuto finalmente tornare dal suo padrone Benjamin Hepworth, sette anni.

Keating era stato rapito dai quattro assassini nella sua casa nello Yorkshire nell’ottobre del 2002 ed era stato colpito ripetutamente con un martello e una mazza da baseball. Il suo corpo senza vita era stato trovato il mattino dopo davanti all’ingresso di una chiesa di Leeds. La polizia aveva una lista di sospetti, ma non c’erano abbastanza prove per incriminarli. Fino a che alcuni peli di un cane non erano stati trovati sul cadavere di Keating. Fu allora che si pensò al Dna. E grazie alle analisi gli agenti sono stati in grado di riconoscere che i peli trovati sul corpo di Keating appartenevano al cane di uno dei presunti assassini, Daniel McGowan, il quale aveva caricato Keating sul suo furgone dove spesso viaggiava anche Sasha.

“I peli del cane sono stati cruciali per le indagini. Il caso era sostenuto soltanto da prove indirette, ma questo ci ha dato una prova scientifica”, ha detto Chris Gregg, l’investigatore capo che ha condotto le indagini. Sasha, adesso, è tornato a casa. E, grazie a lui, quattro assassini sono dietro le sbarre.

Un cane risolve un omicidio tracce sul suo pelo della vittimaultima modifica: 2004-01-21T19:35:13+00:00da giornale_web
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