L’università si ribella alla Moratti “il progetto di riforma va ritirato”

ROMA – Il ritiro immediato del disegno di legge delega sulla docenza universitaria. E’ la richiesta che arriva dall’assemblea di studenti, docenti e ricercatori riuniti all’università La Sapienza di Roma. Una protesta che vede schierati fianco a fianco studenti e professori. Per sostenerla sono arrivate delegazioni da tutta Italia: 35 sedi universitarie e una miriade di sigle sindacali e organizzazioni professionali di precari, ricercatori, dottorandi, docenti e specializzandi. Sono così tanti che l’aula magna non ha potuto contenrli tutti e l’assemblea si è spostata all’esterno. Del provvedimento di riforma contestano tutto: dai ricercatori ad esaurimento sostituiti da co.co.co, agli incarichi a tempo, all’istituzione del concorso nazionale, alla rivoluzione negli orari ai progetti di ricerca finanziati da privati.

Una presenza corale del mondo universitario che, ha sottolineato Nino Dammacco, segretario generale aggiunto della Cisl università, non si vedeva da trent’anni. “C’è la necessità di riformare l’università – ha spiegato – ma non così. Chiediamo il ritiro immediato del provvedimento Moratti e la predisposizione di un altro ddl che tenga conto delle richieste che stanno emergendo oggi”.

Presente all’assemblea il pro-rettore Gianni Orlandi, visibilmente soddisfatto per l’altissima partecipazione all’iniziativa di oggi. “E’ una bella giornata. La Sapienza si è mobilitata per prima ed è ridiventata un punto di riferimento nazionale. Ci sono docenti e studenti e la sfida che si lancia oggi è quella di far diventare il problema dell’università un problema della società italiana. Va rimesso al centro delle questioni prioritarie per il paese”.

Dal palco non sono mancate neppure frecciate a quella parte del mondo accademico che non ha fatto niente per impedire il precariato che oggi tanto si contesta. “Qui insieme a noi – dice dal palco Augusto Palombini, segretario dell’Adi – ci sono professori che questo precariato lo hanno consentito”.

Mentre si susseguono gli interventi dal palco dalla galleria dell’aula magna è stato srotolato un enorme cartello sei metri per sei con la scritta “Né Zecchino né Moratti, il precariato si ribella, ritiro immediato del ddl”. Accanto a questo enorme lenzuolone penzolano tanti altri striscioni delle università di Bari, Pisa, Venezia, Salerno e davanti al palchetto degli oratori un enorme telo bianco recita: “Moratti addio”.

Alle 17,30 è previsto un presidio davanti al ministero dell’Istruzione in concomitanza con l’incontro tra il ministro Moratti e una delegazione di sindacati e organizzazioni professionali.

L’università si ribella alla Moratti “il progetto di riforma va ritirato”ultima modifica: 2004-02-17T19:49:11+00:00da giornale_web
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