Alitalia, lo strappo di Mengozzi

ROMA – Francesco Mengozzi lascia l’Alitalia. L’amministratore delegato della compagnia si è convinto a presentarsi dimissionario al consiglio d’amministrazione di giovedì prossimo. Gianni Letta non lo ha persuaso a rimanere. Ieri mattina il sottosegretario alla presidenza del Consiglio lo ha convocato a Palazzo Chigi e gli ha chiesto di restare alla guida dell’Alitalia e di ammorbidire il piano industriale 2004-2006 soprattutto in fatto di esuberi (ne sono previsti 1.500) per renderlo più accettabile ai sindacati. Mengozzi, pur apprezzando l’iniziativa di Letta, ha ribadito “la necessità e l’urgenza” di varare il piano industriale così come è stato approvato dal consiglio d’amministrazione, per garantire la sopravvivenza dell’Alitalia, assediata dalla feroce concorrenza delle compagnie a basso costo e con scarse risorse finanziarie per competere con colossi come British Airways e Lufthansa. Letta ha chiesto a Mengozzi di pensarci bene e di rivedersi tra qualche giorno.

Se Mengozzi dovesse effettivamente rassegnare le dimissioni, allora il governo punterebbe ad un’amministrazione straordinaria e quindi alla privatizzazione attraverso la cessione della compagnia ad una cordata di imprenditori. Sarebbe questa, secondo l’Ansa, la strategia che il governo intenderebbe seguire. Nel frattempo verrebbe attuato un piano a breve, tre-quattro mesi, che comporterebbe l’attivazione di una procedura di amministrazione straordinaria, sul modello della Swiss Air. Per condurre in porto questo piano, sarebbe stato tracciato l’identikit del manager adatto: Maurizio Basile, che da poco ha completato il processo di rilancio e privatizzazione dell’Eti, l’Ente tabacchi italiani ceduto alla Bat anglo-americana. In passato Basile ha svolto ruoli proprio in Alitalia.
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Per rilevare la compagnia si starebbe invece lavorando a delle cordate private. Circola di nuovo il nome di Paolo Sinigaglia presidente di Alpi Eagles, che già in passato aveva mostrato interesse per l’Alitalia. Qualcuno ipotizza addirittura un possibile interessamento del gruppo Romiti. Ma è improbabile perché il gruppo gestisce già Aeroporti di Roma e rischierebbe quindi un conflitto di interessi. Sarebbero invece esclusi gruppi stranieri.

“So che a Palazzo Chigi alcuni imprenditori hanno presentato delle proposte – dice il ministro per le Infrastrutture, Pietro Lunardi – ma sono al momento solo ipotesi. L’iter per il salvataggio della società – prosegue – è questo: dovrà essere varato un piano industriale condiviso dai sindacati, poi bisognerà avviare la privatizzazione e quindi procedere con le alleanze. L’estate scorsa avevo fornito il mio punto di vista su come vedevo il futuro di Alitalia e sul sistema necessario per curare questo ammalato moribondo. Adesso tutto ciò si sta avverando. Mi rendo conto che se avessimo cominciato prima sarebbe stato meglio”.

Per Lunardi le alleanze sono necessarie, perché senza di esse “si fa poco in Europa”. In particolare, precisa, “potranno essere quelle che aveva previsto Mengozzi, ma anche altre”. Quindi non solo Air France e Klm. Comunque, i tempi devono essere rapidissimi.

Alitalia, lo strappo di Mengozziultima modifica: 2004-02-22T19:16:03+00:00da giornale_web
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