Cd, guida agli acquisti dei migliori del 2003

IL 2003 non sarà probabilmente un anno destinato a passare alla storia della musica per le sue realizzazioni discografiche, ma anche in un periodo di “transizione” come questo non sono mancati i dischi “da non perdere”, quelli per i quali vale ancora la pena spendere qualche euro. Ecco allora una lista possibile dei “migliori” del 2003, della quale avrebbero potuto far parte molti altri dischi ancora…

Calexico – Feast of wire
Registrato a Tucson, Arizona, dove la band risiede, Feast of wire è il quarto album del gruppo, estremamente vario, originale e ricco, passa da canzoni a brani strumentali con grande semplicità, mutando spesso atmosfera e colore. Un disco non prevedibile e che, ascolto dopo ascolto, non stanca. Sì, ma che genere fanno? Difficile a dirsi, perché l’album propone molti volti per una band che non si limita a un genere solo. Musica americana ai confini con il Messico.

Audioslave – Audioslave
Rock, rock e ancora rock. Duro, elettrico, saggiamente ancorato al passato e al tempo stesso sobriamente proiettato verso il futuro. I Rage Against the Machine incontrano i Soundgarden e il risultato è decisamente buono.

Johnny Cash – The man comes around
La storia del rock, del country, della canzone d’autore, del pop, fuse insieme in un piccolo grande capolavoro. Basta ascoltare la versione di Personal Jesus per convincersi del fatto che la sua morte è stata una perdita colossale per la musica.

Elbow – Cast of thousand
Un disco per smentire tutti quelli che pensano che la musica di oggi sia peggiore di quella di ieri.

The Strokes – Room on fire
Elettrici, newyorkesi, appassionati della new wave ma contemporanei. Secondo lavoro e conferma delle loro buone doti.

The Mars Volta – De-Loused in the comatorium
Imperdibile, davvero, una straordinaria fusione di rock progressivo, hard e metal, new wave, la storia del rock presa e rimixata, con una fortissima dose di originalità e capacità strumentali non indifferenti.

The White Stripes – Elephant
Una delle “band dell’anno”. Vanno ascoltati, non foss’altro perché lodati da critico e pubblico in ogni dove. L’album è curioso, non travolgente.

Radiohead – Hail to the thief
Il viaggio verso la musica totale dei Radiohead continua. Delle canzoni del passato resta un eco, della musica del futuro vengono tracciate le linee generali. Rock, forse.

Cat Power – You are free
Si possono ancora cantare canzoni scritte con poche cose, strumenti essenziali, suoni scarni, voce sottile. E tante idee.

Yeah Yeah Yeahs – Fever to tell
Ancora new wave, sembra la linea di tendenza dell’anno in campo rock. Divertenti.

Simply Red – Home
Lui, Mick Hucknall, canta ancora come pochi. Le canzoni sono belle, il disco è leggerissimo e memorizzabile, arte pop di consumo.

Gillian Welch – Soul Journey
Una voce unica, la musica americana tradizionale nel cuore, e un repertorio fantastico. Per appassionati del country e per chi è in cerca di emozioni.

Jeff Finlin – Somewhere south of wonder
Bonnie Prince Billy – Master and everyone

Radiohead,
“Hail to the thief”

Due cantautori da tenere d’occhio.

Ryan Adams – Love is hell pt.1
E’ una delle personalità più interessanti della canzone e del rock americano di oggi. Pubblica molti dischi, alcuni belli come questo, altri meno come il contemporaneo Rock’n’roll.

Ed Harcourt – From every sphere
L’Inghilterra propone anche cantautori originali, fantasiosi e unici come lui. Questo, se facessimo una classifica dei dischi migliori dell’anno, andrebbe tra i primi cinque. Pop, rock e canzone, fuori dagli schemi e dal tempo.

Cd, guida agli acquisti dei migliori del 2003ultima modifica: 2003-12-24T10:53:20+01:00da giornale_web
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