Prodi dopo il pacco-bomba “non perdiamo la serenità”

BOLOGNA – Romano Prodi, il giorno dopo. Il presidente della Commissione Europea (rimasto illeso ieri sera quando ha aperto nella sua casa bolognese un pacco-bomba che ha provocato una grande fiammata) è apparso questa mattina rilassato e sorridente quando è uscito dall’abitazione di via Gerusalemme per recarsi a messa nella vicina chiesa di S.Giovanni in Monte. Accanto a lui, come sempre la moglie Flavia. Lungo la strada, in piazza Santo Stefano, l’incontro con il prefetto Vincenzo Grimaldi e il questore Marcello Fulvi, con i quali ha conversato per alcuni minuti.

“Sto bene, come ieri sera”, ha detto ai giornalisti che lo attendevano davanti al portone di casa: “Non perdiamo la serenità, non c’è alcuna preoccupazione, di nessun tipo, e ringrazio le forze dell’ordine che mi hanno prontamente assistito”. ll Professore ha poi aggiunto di sentirsi ben “custodito”, e ha ricordato che da un mese e mezzo ha la doppia scorta. “Proprio i ragazzi della scorta – ha spiegato – mi hanno insegnato ad aprire i pacchetti, tenendoli lontano dal viso e dal corpo”.

Flavia Prodi ha invece spiegato perché non avesse aperto con le sue mani quella grossa busta, che era appunto indirizzata a lei: “Pensavo ci fosse una cassetta su una corsa in bicicletta e l’ho messa sul tavolo di Romano”.

Intanto diverse perquisizioni sono state effettuate nella notte nel bolognese, e alcune sono ancora in corso, nell’ambito delle indagini sul plico esplosivo destinato alla famiglia Prodi. Altre perquisizioni erano già state fatte all’indomani delle esplosioni in due cassonetti per l’immondizia avvenuti nella serata di domenica scorsa in strada Maggiore, a pochi passi dalla casa del Professore. La Procura di Bologna indaga, tra le varie ipotesi di reato, anche per l’ articolo 280 del codice, ovvero l’attentato con finalità terroristiche.
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E’ possibile, però che in questo caso non arrivi alcuna rivendicazione. Secondo una delle ipotesi degli investigatori, infatti, l’atto sarebbe già stato rivendicato dal documento di due pagine arrivato alla redazione bolognese di Repubblica il 23 dicembre, due giorni dopo lo scoppio nei cassonetti. In quella rivendicazione, firmata dalla nuova sigla del Fai (Fedarazione anarchica informale) era chiaramente indicato come l’obiettivo fosse Romano Prodi e si parlava di una manovra di avvicinamento appena iniziata verso di lui “e i suoi simili”.

Prodi dopo il pacco-bomba “non perdiamo la serenità”ultima modifica: 2003-12-28T17:50:47+01:00da giornale_web
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